Situato nel cuore del centro storico e affacciato sul porto antico, il palazzo è un prestigioso
Palazzo dei Rolli del 1624, commissionato dalla famiglia Durazzo per ospitare dignitari.
Nel corso dei secoli ha avuto diverse destinazioni d’uso, dall’università all’ufficio;
dal 2023 è tornato alla funzione originale di ospitalità.
Ogni suite è unica, progettata su concept tematici legati alla storia e al viaggio.
Emanuela spiega: "a Genova la bellezza è dentro, devi aprire la porta per scoprirla",
il progetto riflette questa visione, svelando tesori nascosti e ospitando narrativamente il concetto di viaggio.
L’intervento congiunto di design e arte trasforma il palazzo in un’esperienza immersiva tra passato e presente per città e ospiti.
Palazzo Durazzo Suites si impone così come un esempio eccellente di come valorizzare
il patrimonio familiare e urbano
attraverso un progetto architettonico, curato da Emanuela
e una visione di rinascita culturale condivisa con Giacomo.
È un ponte tra secoli di storia e una nuova idea di ospitalità di lusso senza tempo.
I Durazzo, originari della città albanese di Durazzo, migrarono a Genova nel tardo XIV secolo. Il loro prestigio crebbe rapidamente: diventarono una delle principali famiglie patrizie genovesi, con ben nove dogi eletti tra il 1573 e il 1805. Nel 1622 la famiglia acquistò il Castello di Gabiano, ricevendo da lì il titolo di marchesi di Gabiano. Questa tenuta rimase nei discendenti, fino a quando, nel XX secolo, passò ai Marchesi Cattaneo Adorno. Oggi il Marchese Giacomo Cattaneo Adorno è discendente diretto di quelle famiglie storiche e detiene un vasto patrimonio: tra cui il Castello di Gabiano (gestito insieme ai figli e alla moglie Emanuela) e, appunto, il Palazzo Durazzo. Il palazzo fu costruito nel 1624 da Cesare Durazzo per ospitare dignitari stranieri, entrando nel sistema dei Palazzi dei Rolli. Rimase nella famiglia Durazzo fino al XIX secolo, subendo poi diversi passaggi di proprietà fino a tornare, con le linee ereditarie incrociate dei Cattaneo e Adorno, ai Cattaneo Adorno, da cui proviene Giacomo. Attualmente l’edificio è di proprietà diretta della famiglia Cattaneo Adorno, che lo ha rivitalizzato: dal 2023 è un boutique hotel di lusso composto da 12 suite, con restauro firmato da Emanuela e direzione artistica condivisa da Giacomo e da Cesare Barro, rendendo omaggio alle radici storiche della famiglia.